HUBERT SCHEIBL
FROM MONDAY TO MONDAY

Rocca Sforzesca di Dozza
22 giugno - 28 settembre 2008

La Fondazione "Dozza città d'arte" in collaborazione con la Galleria Torbandena di Trieste e a cura di Marilena Pasquali presenta una mostra-progetto dell'artista viennese Hubert Scheibl.

L'artista austriaco, in visita alla Fondazione della Rocca Sforzesca di Dozza, ispirato dalle suggestioni di questo luogo antico appoggiato tra i profili delle colline imolesi, elabora From Monday to Monday, più che una mostra personale, un progetto multiforme sotteso tra pittura, psico-scultura e puro impulso creativo. La possibile convivenza tra il bizzarro mondo di Scheibl e la quiete delle stanze della Rocca, è senza dubbio uno degli aspetti più interessanti del progetto. E proprio il susseguirsi delle stanze della Pinacoteca e della sottostante Parte Nobile, suggerisce all'artista l'idea di un percorso tematico in cui il suo mondo (le sue giornate) si racconta attraverso grandi tele, opere su carta, ma anche sculture, o meglio, piccoli stravaganti oggetti ripensati in chiave e dimensioni umane.

A dire il vero, tutto sembrerebbe molto meno strano dopo un paio d'ore trascorse nello studio di Hubert a Vienna. Senza perdersi in descrizioni troppo dettagliate, il suo atelier è ciò che più gli somiglia e lo rappresenta, meglio di qualsiasi quadro splendidamente riuscito o di qualsiasi grande mostra museale. E' la vera essenza del suo mondo creativo, naturalmente eccentrico e allo stesso modo incredibilmente consapevole e funzionale. Ci sono ovviamente i quadri, tanti e meravigliosi, alcuni sono ancora freschi (e si fa una gran fatica a non poterli toccare), ma forse ciò che più colpisce al principio sono gli oggetti, un numero incalcolabile di oggetti dei più inusuali, che si fatica a pensare potessero esistere. Provengono da tutte le parti del mondo e sembrano dotati di vita propria, quasi si fossero dati autonomamente appuntamento al n. 58 di questa bella strada di Vienna. Alcuni sono di evidente utilità altri no, ma poco importa, sono flora e fauna del mondo di Hubert, così come musica e cinema ne sono l'anima.

Detto ciò è facilmente immaginabile che nell'occasione in cui l'artista, forse la prima nella sua carriera, decide di uscire dalle tele, non può non farlo che attraverso i suoi amati feticci. Ecco allora comparire tra le rarefatte atmosfere delle stanze Nobili della Rocca, dei colorati tubetti di vernice ben spremuti e alti un metro e mezzo, seduti sulla sedia, colti in flagrante seduta psicoanalitica col dottor Freud; e poi un uovo gigante in vetroresina, semiaperto, metafora della sua idea di sessualità; o una grande sfera trasparente in cui vedere riflessa un'intera stanza capovolta piena di quadri; o una trentina di braccia di legno che piovono dal soffitto per accompagnare a lume di candela gli ultimi "silver paintings"; e ancora uno scheletro di coccodrillo che staziona in mezzo ai dipinti della "cosmic room" (un delicato riferimento a "2001: Odissea nello spazio" di Kubrick).

Questo è un pezzo dell'universo di Hubert Scheibl che le tredici stanze della Rocca di Dozza vogliono provare a decifrare.

Negli ultimi anni l'opera di Scheibl è stata esposta in diversi musei e fondazioni di tutto il mondo: dalla Biennale di San Paulo alla Fundación La Caixa di Barcelona, dallo Shanghai Modern Art Museum al Museo Pecci di Prato, dal Rupertinum di Salisburgo al MUMOK di Vienna. La Galerie Thaddeus Ropac, che da tempo rappresenta internazionalmente l'artista, la Toni Shafrazi Gallery di New York e la Galerie Forsblom di Helsinki sono solo alcuni tra gli importanti spazi privati con cui l'artista ha collaborato nel corso della sua carriera. Il Museo dell'Albertina di Vienna dedicherà una mostra personale al pittore austriaco nell'autunno di quest'anno, contemporaneamente alla personale che si aprirà alla Galerie Ropac di Parigi.

La mostra di Dozza sarà accompagnata da un libro, realizzato tra Vienna e l'Italia, in cui saranno documentate tutte le installazioni e le opere in mostra. Il testo introduttivo è di Marilena Pasquali.