HUBERT SCHEIBL

29 tavole a colori
64 pagine
Finito di stampare nel mese di maggio 2007

Edizioni galleria Torbandena


 
 

Sono passati ventidue anni da quel confronto di Trieste con i giovani pittori austriaci. Austria Ferix (a metà strada tra ferox e felix), si tenne nel 1985 nella nostra galleria, al Teatro Auditorium e a Palazzo Costanzi. In tanti se la ricordano ancora. Quella nuova ondata di pittura stava mettendo in subbuglio tutto il mondo dell'arte contemporanea, e critici e gallerie di tutto il mondo ne stavano valutando l'impatto.

A Vienna c'era il mio amico Schmalix, poi la mia amica Steinek (anche oggi bella e luminosa); alla fine è stato Hubert Scheibl, durante i miei soggiorni nella capitale, a diventare un amico inseparabile. Ricordo le nostre mattinate nello studio, le partenze serali in treno da Vienna a Trieste nascondendo nel vagone-letto enormi tele arrotolate che ancora oggi distribuiscono energia dai muri di casa. Ricordo i pranzi e le cene; con Christoph (Ransmayr) che stava finendo di scrivere Die letzte Welt; con Hans Magnus (Enzensberger), sempre vicino a Christoph, che sfornava battute nel suo inglese secco e tagliente.

Poi le strade si sono divise, forse perché la vita non riesce mai a trattenere tutto quello che vorrebbe.

Adesso, dopo più di vent'anni, si ricongiungono. Io con la mia storia, Hubert con la sua. Ma siamo là, a portata di mano uno con l'altro; ci si può riprendere con facilità. Non abbiamo fatto altro che questo, riprenderci con facilità, con la naturalezza di chi si è appena salutato sotto il portone di casa, e dopo ventidue anni suona di nuovo al citofono. E' lo stesso studio, allo stesso numero civico, nella stessa via della stessa città. "Abbiamo solo vent'anni di più", dice Hubert ridendo; che però non sembrano aver tracciato solchi invalicabili.

Il senso dell'umorismo è una antica ricetta contro la morte. Lo sanno bene alle Canarie, dove, se capisci lo slang, "muori" dal ridere anche al supermercato. E lo sa bene lo studio di Hubert, che del sense of humour sembra la culla. Ricorda molto la casa-laboratorio dell'inventore di Blade Runner, piena di oggetti stranianti e di pupazzi telecomandati; perché Hubert è teneramente circondato dai suoi giocattoli, da chilometri di tastiere per la musica elettronica, da oggetti impensabili e spiazzanti per un mondo abituato a catalogare tutto; le stesse cose che da sempre accompagnano i suoi cataloghi: fotogrammi di film, stralci di letteratura, immagini dello spazio.

Felice di questi riferimenti, Hubert fa della sua arte una pittura aperta ad ogni soffio di ispirazione, fosse anche quello di un'altra disciplina. E l'ironia con cui si presenta davanti alle sue tele dimostra la profonda intelligenza di chi non si vuole mai prendere sul serio (ahi! che tristezza quegli artisti convinti che il mondo non vada avanti senza di loro: ce ne sono almeno un paio in qualsiasi città...). Hubert invece ha la capacità di far alzare sempre la temperatura. Mi prepara ad assorbire, dopo tutto il tempo trascorso, un messaggio ancora una volta nuovo, contemporaneo, potente. Questi sono i grandi artisti! In trent'anni di mestiere ne sento l'odore a distanza di chilometri. Difficilmente parlano di sé, raramente ti informano di quello che stanno facendo; la loro sicurezza e la loro coscienza non glielo permettono.

Che bello quel giorno in cui vidi Hubert, dopo ventidue anni, scendere da un'automobile sulle Rive di Trieste. Chi ritrova un amico, ritrova un tesoro.

Alessandro Rosada, maggio 2007 (introduzione al catalogo)

Disponibile su: info@torbandena.com o al tel. +39 040 630201