CVETO MARSIC

La huella del barro

Introduzione di Carlos Dìaz-Bertrana
48 tavole a colori
72 pagine
Stampato nel 2000

Edizioni galleria Torbandena


 
 

La huella del barro

Cveto Marsic è un artista che insegue sensazioni, le cattura e le introduce nella tela. Non sa mai se lo spettatore le percepisca, "è una cosa che mi interessa relativamente, la cosa importante è che io le senta e le veda riflesse. Lì abita la Bellezza e il mistero dell'arte. Se facessi una cosa di cui tutti dicessero lo stesso sarei come un segnale stradale".
L'ansia di Cveto è definire chiaramente la sua poetica, costruire un caos organizzato, come la vita stessa, con le sue emozioni, le sue certezze e i suoi dubbi.
Un essere vivente che si manifesta, non a caso, con un linguaggio astratto: "mi permette di nuotare dentro l'emozione, è come una massa che lascia spazi non delimitati, dove non è necessario rispettare nessuna regola.

Carlos Dìaz-Bertrana, Santa Cruz de Tenerife, febbraio 2000
(dall'introduzione al libro)

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