La Galleria Torbandena ha inaugurato una rassegna di opere inedite di Miela Reina. Una serie di tempere e gouaches eseguite tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta, la fase più propriamente pittorica di Miela Reina, che negli anni successivi si dedicò alla sperimentazione e all'installazione, approdando con estrema naturalezza nei territori dell'arte concettuale.
La grande artista triestina, scomparsa nel 1972 all'età di trentasei anni, è un mito e un punto fermo nella parabola artistica di Trieste. Certamente la figura femminile più importante che la città ha regalato all'arte del XX secolo, una figura intensa e complessa, osservata sempre con attenzione ed affetto dalla critica italiana degli ultimi decenni. A lei è dedicato un importante teatro della città; molti gli omaggi a carattere museale sulla sua vicenda artistica (dal Museo Revoltella di Trieste a Villa Manin di Passariano) e, in anni recenti, la pubblicazione del catalogo generale dell'opera per le edizioni Mazzotta.
Questa mostra è un ulteriore omaggio alla grandezza e alla vivacità di Miela Reina. Figure, coppie, maternità, gruppi familiari, teste; piccole esplosioni di colore e di energia che sembrano anticipare i filoni neoselvaggi della pittura europea degli anni Ottanta e rimandano a una decostruzione e ricostruzione in chiave onirica dell'uomo e dell'anima che si trascina dietro. Due elementi che vivono insieme e sempre si sovrappongono nel lavoro di Miela, lasciando sulla carta tracce indelebili di forza e di poesia.

Vai alla pagina dell'artista