A Trieste in Aprile la prima grande mostra italiana di Gao Xingjian.
L'opera pittorica di un Premio Nobel della letteratura, capace di superare i limiti dei linguaggi e delle culture.
La vita
Gao Xingjian è nato il 4 gennaio 1940 a Ganzhou (Jiangxi) nella Cina orientale, attualmente è cittadino francese. Romanziere, traduttore, pittore, drammaturgo e regista è cresciuto sotto l'influenza dell'invasione giapponese.
Educato nelle scuole della Repubblica Popolare Cinese, si laurea in francese nel 1962 all'Istituto di Lingue Straniere di Pechino. Durante la Rivoluzione Culturale viene internato in un campo di rieducazione e molte sue opere vengono bruciate. Nel 1979 riuscì però a far pubblicare all'estero alcuni suoi scritti, compiendo numerosi viaggi in Francia e in Italia.
Dal 1980, anche in Cina, inizia a pubblicare articoli, saggi, testi teatrali.
Nel 1987, decide di lasciare il suo paese e chiede asilo politico in Francia.
Dopo il massacro di Tien-an-men abbandona il Partito Comunista e viene dichiarato "persona non gradita" dalle autorità cinesi che proibiscono la vendita dei suoi libri.
La letteratura
La montagna dell'anima, opera più significativa nella carriera letteraria di Gao Xingjian, è un romanzo costruito sulle impressioni di un viaggio compiuto attraverso le più lontane regioni della Cina del Sud e del Sud-Est, luoghi in cui permane lo sciamanesimo e le ballate e le storie dei briganti sono presentate come vere, zone in cui si possono ancora trovare rappresentanti della saggezza taoista ancestrale: un romanzo in cui il protagonista compie un viaggio anche alla scoperta di se stesso, senza più porre distinzioni tra finzione, vita, ricordo e fantasia.
Il libro di un uomo solo, mette a fuoco i terribili regolamenti di conto conosciuti sotto la Rivoluzione Culturale cinese. Con sincerità impietosa lo scrittore parla della propria esperienza di attivista politico, prima di vittima, poi di osservatore esterno.
Gao Xingjian rifiuta il ruolo di intellettuale dissidente, il suo obiettivo è salvare nessun altro, se non la propria integrità, anticonformista e scevra da ogni forma di servilismo.
Nel 2000 riceve il premio Nobel per la letteratura ed è il primo artista cinese a essere insignito di tale onoreficenza. Tra le motivazioni dell'assegnazione del premio, la giuria ha addotto l'universalità del valore letterario dell'autore, che con le sue opere ha introdotto importanti novitè nel linguaggio letterario e teatrale cinese.
Il teatro
La sua produzione teatrale è vastissima: 25 commedie (10 delle quali però distrutte durante la Rivoluzione Culturale) e un libro di saggi sulla poetica del teatro.
Oscillante tra simbolismo, espressionismo, flusso di coscienza e poetica dell'assurdo, negli ultimi anni Gao Xingjian ha tentato di liberare il teatro dal legame con il linguaggio classico, spingendosi verso forme più contemporanee nelle quali musica, canto e movimento avessero un ruolo centrale.
La mostra verrà inaugurata giovedì 3 aprile e rimarrà aperta al pubblico dal 4 aprile al 4 maggio 2003.
CATALOGO DISPONIBILE
Altre opere in mostra
COMUNICATO STAMPA (gao.pdf, 108 Kb)